Uno sguardo sui mercati
Verso una moderata ridistribuzione del rischio nei portafogli
Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente reso pubbliche le sue previsioni, che sono più pessimiste delle nostre. La grande differenza riguarda la previsione sulla Germania: l’organismo internazionale si aspetta una crescita di circa lo 0,3%, mentre le nostre previsioni parlano di uno 0,8%. Indipendentemente dalle previsioni di crescita - che si tratti di quelle dell’FMI, delle grandi banche o di Amundi – l’inflazione rimane sotto controllo, sia negli USA che nell’Area Euro. Bassa crescita e assenza di inflazione giustificano da sole il mantenimento di un tasso d’interesse basso per tutto il 2012: non ci saranno aumenti di tassi né negli USA, né in Giappone e né nel Regno Unito. Quanto alla BCE, dovrebbe di nuovo intervenire abbassando i tassi e portandoli allo 0,5% nei prossimi tre o quattro mesi.
In altre parole, andiamo verso un contesto di bassi tassi, fattore favorevole alla crescita mondiale. Alcuni paesi “emergenti” sono pronti ad adottare politiche monetarie espansive per almeno due ragioni:
- l’esistenza di margini di manovra per la politica economica;
- una crescita globalmente autonoma.
In queste condizioni, la politica monetaria ha un’efficacia diretta sulla crescita. Anche se quest’ultima è in calo nel 2012, il crollo sarà moderato. Il vero problema rimane indubbiamente il contesto del debito pubblico e del deficit pubblico, soprattutto nell’Area Euro, che deve far fronte a quattro problemi specifici:
- volumi elevati di aste per tutto l’anno,
- una perdita di credibilità legata alle difficoltà incontrate dai paesi europei nella gestione della crisi del debito,
- la solvibilità della Grecia e la prospettiva di un fallimento,
- la fragilità del Portogallo, ormai nel mirino dei mercati.
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Cross Asset Investment Strategy - Sintesi Febbraio 2012 pdf I 320.56 ko